Monday, March 22, 2010

A Long Walk (Nagai Sanpo, Eiji Okuda, 2006)


Dal ritmo lasco, come lo è questa lunga camminata dei due fuggiaschi, l'opera di Okuda percorre lentamente la sua strada verso la redenzione del protagonista ed un'auspicata salvezza del minore. Sicuramente prolisso, A Long Walk coinvolge lo spettatore, facendogli realizzare passo passo il fine ultimo di Matsutaro, ripagandolo e redimendolo con i minuti finali, mentre il finale vero e proprio non fa che aggiungere ulteriore sostanza ai temi trattati.
È un'opera che analizza non soltanto il lutto trattandola come una scomparsa della presenza fisica e spirituale del defunto, ma anche come rimorso e lutto interiore di coloro ancora in vita. Un'osservazione del fenomeno in vivo, in breve. Compaiono tre morti durante l'opera, e vengono utilizzati come fossero parte di un percorso necessario.
La prima è la morte della moglie, che in passato era stata maltrattata e poco stimata dal marito.
La seconda è quella dell'uccello; si noti che il summenzionato volatile viene dato da Yasuda alla bambina come fosse un dono; l'uccello viene trovato da Yasuda nella foresta ove Sachi ha costruito un suo habitat, un rifugio dove mettere da parte i suoi tesori, e che intende tenere assolutamente a distanza dalla presenza prava della madre. Sachi si affeziona al volatile, che dopo poco muore; la tomba viene proprio edificata in quel rifugio, dopodiché i due abbandonano tutto per una nuova mèta. Si vuole, quindi, sottolineare questo alone di morte che segue i due protagonisti: persino il luogo sacro è oramai contaminato e bisogna cercare una via d'uscita.
Il terzo ed ultimo lutto, che comprende la sezione meno convincente e più pasticciata dell'opera, è il suicidio del ragazzo, un giovane che si sente estraneo al mondo. Le battute sulla sofferenza nel mondo, ad esempio, non sono coerenti col resto del soggetto, e suonano come strumento retorico.
Il finale irrisolto, come già detto, risolleva il valore dell'opera, che non scevra da difetti, sicuramente supera la sufficienza.

Il commento sonoro new age è di Inamoto Hibiki, e si sposa perfettamente con le sequenze in cui viene utilizzata.
Yasuda è interpretato da Ogata Ken, grandissima gloria settantenne del cinema giapponese che sembrava qui averne 50, in un'intrepratazione ben rattenuta; Love and Honor, Ballad of Narayama, Usugesho, Vengeance Is Mine, The Demon, Eijanaika, Kai - alcuni dei grandi film da lui intepretati. Purtroppo, sarebbe deceduto nel giro di due anni.

Prossimamente su Asianworld.it.

2 commenti:

ronnydaca said...

Bella recensione, poi la posso usare sul sito vero?

Dan said...

Affermativo!